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Quante sono le persone colpite da azzardopatia in Italia?

Nel nostro Paese oggi circa 900.000 persone sono colpite da GAP, gioco d’azzardo patologico, ma ufficialmente in cura per azzardopatia sono solo 7.000. Il fenomeno è in continua crescita soprattuto tra i giovani e giovanissimi e il web, con la sua accessibilità e fruibilità, è uno dei responsabili di questo allarmante andamento. D’altronde basta dare un’occhiata ai dati sulla diffusione del gioco d’azzardo.

Dei 16 milioni di giocatori d’azzardo in Italia, 1.200.000 ha un’età compresa tra i 14 e i 19 anni secondo lo Young Millennials Monitor della Società di Studi Economici Nomisma.

In generale si arrivano a scommettere fino a 20 euro a settimana alle macchinette o in altro modo: i preferiti rimangono il Gratta & Vinci e le scommesse sportive. Il 17% del campione ha giocato almeno una volta a settimana nell’ultimo anno, con effetti incredibili sulla sfera emozionale. Secondo l’indagine, il 5% dei Millennials mostra comportamenti di gioco problematici, mentre il 9% è definito a rischio ludopatia. Il 66% del campione percepisce il gioco come una vera e propria dipendenza, pur essendo consapevole dell’inevitabile perdita di denaro.

Il numero dei giocatori in Italia è amplificato dalla presenza di 1 slot machine ogni 143 abitanti. Questo tipo di gioco ha delle  sconvolgenti conseguenze indirette perché coinvolge tra le 5 e le 7 persone per ogni giocatore. Una categoria che comprende mogli, figli, genitori, ma anche colleghi, datori di lavoro e fornitori.

Questo è il risultato delle indagini più recenti sulle persone che soffrono di azzardopatia in Italia, anche se dati statistici completi ed esaurienti non sono ancora disponibili. Nella Relazione Annuale al Parlamento su droga e dipendenze 2015 si legge che: «Non vi sono dati statistici completi ed esaurienti sulle persone che soffrono di questo disturbo, anche perché il confine tra il comportamento fisiologico, che viene cioè considerato come attività ricreativa e piacevole e accettata socialmente e quello francamente patologico, non è sempre ben delineato e passa attraverso uno stato intermedio, il cosiddetto gioco d’azzardo problematico». Ribadendo la non accettazione della distinzione tra gioco responsabile e gioco problematico, sia dalle istituzioni che dalla società civile si sente il bisogno di avere riscontri certi in merito alla dimensione effettiva – numerica – del GAP in Italia.

Servono sensibilizzazione e monitoraggio quando i numeri raccontano ancora più delle parole.

Da un’indagine del 2016, condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, emerge che a giocare d’azzardo a livello patologico sono soprattutto i maschi tra 41 e 50 anni (4:1 rispetto alle donne). Ma andando vanti con l’età il rapporto tra i sessi cambia e nella fascia 61-70 anni diventa addirittura 1,8:1. La stima dei giocatori con problemi di azzardopatia in Italia varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale, mentre quella dei giocatori d’azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2%.

Il numero più alto di giocatori si trova in Lombardia, dove si sono spesi nel 2016 14 miliardi di euro, metà dei quali alle slot machine. Segue il Lazio che spende la metà rispetto alla Lombardia e al terzo posto c’è Campania con ha una spesa di 6 miliardi.

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