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Il Touch Rugby nelle scuole con i fondi del bando Gioco d’azzardo patologico (GAP) e contrasto all’usura

Modavi onlus (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano) da 20 anni opera nel campo delle patologie da dipendenza e con il progetto Touch Rugby ha ottenuto i fondi del bando Gioco d’azzardo patologico (GAP) e contrasto all’usura messo a disposizione dalla Chiesa Avventista con i fondi dell’8xmille. Modavi lavora per un mondo libero da ogni tipo di droga. L’azzardo è una di queste. E il GAP è la nuova dipendenza. Anzi, «è la patologia a più alta crescita fra le dipendenze patologiche» ci spiega la presidente nazionale di Modavi, Maria Teresa Bellucci.

Voce autorevole del settore, Modavi segue con attenzione la campagna Non ti azzardare perché, come spiega la dottoressa Bellucci «riempie il vuoto lasciato dalle istituzioni e permette alle famiglie di essere meno sole. I 50 milioni stanziati dal Fondo Antiazzardo del 2016 non sono ancora arrivati sul territorio e i Serd non sono stati ancora dotati delle risorse, umane e finanziarie, per far fronte al fenomeno emergenziale, e in costante aumento, di chi è affetto da GAP. Per tale motivo iniziative come “Non ti azzardare” danno un contributo importante e vanno sostenute. Oggi, infatti, c’è un disperato bisogno di gratuità».

Il GAP è la patologia a più alta crescita fra le dipendenze patologiche. Ci può illustrare il fenomeno con qualche dato?
Certo! I numeri spesso dicono più delle parole. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha rilevato che il GAP è la patologia da dipendenza a più alta crescita tra i giovani e gli adulti; rappresenta già oggi una vera malattia, causa di gravi disagi per la persona. Secondo il Dipartimento Nazionale Antidroga, il Cnr di Pisa e l’Ipsos sono 800.000 i malati di GAP in Italia. Ma si tratta molto probabilmente di un dato sottostimato, in quanto il Governo non ha mai avviato uno studio specifico e molte Asl non comunicano al Ministero il numero dei malati in cura. L’industria del gioco intanto ha conquistato l’80% della popolazione adulta italiana e ben il 35% pratica il gioco con regolarità. È dunque evidente come il GAP costituisca un’importante problema di salute pubblica.

Per quanto riguarda i giovani…
Una nostra ricerca nazionale condotta su un campione di 2.734 studenti fra gli 11 e i 15 anni ha evidenziato che il 14,9% gioca d’azzardo. Il legame è in particolare con il gioco online. In Italia il 50% dei giovani, tra i 13 e i 18 anni, dedica all’utilizzo di strumenti tecnologici tra le 3 e le 6 ore al giorno, quindi un quarto della propria giornata. Senza considerare che chi possiede uno smartphone è potenzialmente sempre connesso. Un dato assolutamente rischioso e da non sottovalutare, considerato che il resto del tempo sono impegnati a scuola, a dormire e in attività di prima necessità come mangiare o lavarsi. Secondo il dossier “Gioco d’azzardo: i numeri di un mercato fuori controllo” sono quasi 6.400 i siti inibiti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli nel periodo 2006-2016.

Cosa fa Modavi?
Noi agiamo direttamente sul territorio in modo concreto e diretto, su due livelli: la prevenzione, in particolare con un’azione di sensibilizzazione nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado; in secondo luogo con la cura come sostegno alle famiglie. Questo è possibile anche grazie ai fondi ottenuti con il bando Gioco d’azzardo patologico (GAP) e contrasto all’usura messo a disposizione dalla Chiesa Avventista con i fondi dell’8xmille.

Di cosa si tratta?
Il progetto si chiama Touch Rugby e vuole offrire ai ragazzi delle scuole di ogni grado la possibilità di avvicinarsi allo sport e quindi a un’attività ludica che dà l’opportunità di una relazione e di una competitività sana. La nostra esperienza a contatto con i bambini e i ragazzi nelle scuole ci ha infatti dimostrato che quando si offre una risposta al vuoto esistenziale ed emotivo che può affliggerli, mediante attività come lo sport, si agisce contrastando la diffusione di comportamenti devianti come quelli correlati al gioco d’azzardo patologico.

Cosa a vostro avviso è ancora possibile e doveroso fare?
Anzitutto limitare l’offerta che non può continuare ad essere così massiva e pervasiva. L’Accordo Stato Regioni, recentemente approvato, ma non ancora applicato, prevede una riduzione dei punti gioco, ma paradossalmente, esonera gli esercizi di classe A, ossia quelli a uso esclusivo del gioco, dalla limitazione della distanza dai luoghi sensibili! Poi va limitata la pubblicità, quindi è necessaria l’introduzione della tessera elettronica che tutelerebbe i minori, in particolare dall’indiscriminato accesso online. Infine va limitata la stessa offerta online. Oltre alle limitazioni ci sono anche le offerte “buone”, di prevenzione e cura, come proporre giochi sani.

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