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Prevenzione e sensibilizzazione per la riduzione del rischio GAP, l’intervista a Micaela Barni di Aeper.

Fra le molte realtà di “cittadinanza attiva” che sostengono la campagna “Non ti azzardare”, unite dalla medesima missione di sensibilizzazione, c’è la cooperativa Aeper che collabora con l’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) di Bergamo in merito a progetti di prevenzione selettiva e riduzione del danno sui temi del consumo di sostanze psicoattive. I numeri in merito al fenomeno del GAP sul territorio parlano chiaro.

  • Nel 2015 sono stati trattati dai Servizi per le Dipendenze pubblici e privati accreditati (SerT e SMI) della provincia di Bergamo 282 soggetti con problematiche di GAP, di cui 273 residenti in provincia. I soggetti (residenti in provincia) presi in carico per la prima volta nel 2015 sono 138.
  • L’85,1% dell’utenza con problematiche di GAP in carico ai SerT è di genere maschile, con un rapporto maschi/femmine pari a 5,7.
  • Rispetto alle tipologie di gioco d’azzardo prevalenti tra l’utenza in trattamento si rileva come il 75,3% sia rappresentato dalle slot machine, seguite dalle lotterie istantanee (8%) e dal Lotto/superenalotto (6%), con differenze significative tra i generi
  • L’età media degli utenti in carico è di 46,8 anni, con un’età media femminile che supera di oltre 8 anni quella maschile (m = 45,6 anni; f = 54,1 anni). Si evidenzia un 1,4% di utenza under 25. I dati sono stati forniti dal Dipartimento Dipendenze dell’ATS.

Come ci spiega Micaela Barni, responsabile dell’ufficio innovazione e sviluppo di Aeper: “Abbiamo sostenuto e collaborato alla stesura e alla diffusione di un codice etico provinciale”. Prevenzione e sensibilizzazione, due strumenti necessari.

Investire nell’ambito della prevenzione e della riduzione del danno, per la cooperativa Aeper, significa avere un’équipe di educatori formati e specializzati nella partecipazione a eventi critici (come ad esempio rave party) che hanno le competenze per poter gestire progettualità anche nell’ambito del GAP. Inoltre la coordinatrice della nostra equipe è formata e autorizzata dall’ATS di Bergamo per svolgere la formazione obbligatoria ai gestori dei locali con giochi e macchinette al proprio interno».

Dal vostro punto di vista come giudicate campagne come Non ti azzardare?

La nostra cooperativa è socia di CNCA (coordinamento nazionale comunità di accoglienza) e tramite lo stesso ha aderito e promosso (sul territorio bergamasco) a diverse campagne di sensibilizzazione, come “Mettiamoci in gioco” da cui traiamo informazioni e dati molto utili per il nostro lavoro. Inoltre, lavorando molto con progetti aggregativi e di politiche giovanili comunali nella città di Bergamo, abbiamo indirettamente sostenuto (e beneficiato) dei regolamenti restrittivi per i gestori di locali, attuati dal sindaco Gori già dal 2016, prima dell’accordo stato-regioni.

Ciò ha contribuito a tematizzare ulteriormente il gambling con i nostri adolescenti e giovani. Pensiamo dunque che sia molto utile tenere alta l’attenzione con campagne divulgative, su un tema che rischia di passare sotto silenzio, troppo spesso, purtroppo per questioni meramente economico-commerciali.

A vostro avviso cosa servirebbe per sanare il nostro Paese dalla piaga dell’azzardo?

Ci sarebbe bisogno di un maggior numero di progetti di prevenzione e di auto-mutuo-aiuto con riferimento ai seguenti target:

  • popolazione anziana, che spesso accede al gioco d’azzardo senza nemmeno rendersene conto, come mezzo per socializzare o per non passare troppo tempo in solitudine;
  • popolazione giovanile, sempre alla ricerca di qualcosa di eccitante, da sperimentare e con poca consapevolezza dei fattori protettivi che può mettere in campo;

gestori di locali, da sensibilizzare sempre più rispetto ai temi del codice etico e della prevenzione al gambling.

Tutto questo ha senso se inquadrato in uno scenario di politiche votate al contrasto del gioco, nazionali, regionali e locali, alla costruzione delle quali il Terzo Settore può collaborare e fungere da stimolo, ma che certamente devono essere prioritarie nelle agende.

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