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ASD Libertas Livorno Scacchi, che collabora al progetto “Gioco scaccia gioco, gli scacchi e la dama contro la ludopatia” e che supporta la nostra campagna “Non ti azzardare!” si esprime sulla tematica della ludopatia e sull’importanza di promuovere il gioco sano degli scacchi anche nelle scuole.

Partiamo dall’assunto che la ludopatia, forma gravissima di dipendenza da varie forme di giochi d’azzardo, sia ormai un fenomeno sociale consolidato e, in qualche misura, persino accettato visto che il fenomeno è legale per i maggiori d’età e largamente pubblicizzato su ogni tipo di media, con reclame aggressive dove spesso sono protagonisti personaggi famosi. Di fronte a un introito annuo di circa 96 miliardi (fonti ISTAT 2016), lo Stato paga però costi sociali altissimi sotto forma di cura delle dipendenze e perdita di migliaia di ore di lavoro dei soggetti affetti da questa patologia.

Intervenire in modo ancora più incisivo sui minori è un dovere, vista l’illegalità del gioco d’azzardo per loro, ma allo stesso tempo è anche una forma di prevenzione verso una vera e propria piaga sociale. Il rischio di dipendenza per i minori si riscontra soprattutto nei giochi online, ove il requisito della maggiore età viene facilmente eluso tramite le tessere sanitarie degli ignari genitori.

Dall’illusione delle prime facili vittorie, ottenute con bonus d’ingresso e le cosiddette vittorie dei principianti, si precipita in poco tempo in un vortice di indebitamento, che porta alla necessità di ricorrere a mezzi sempre più illeciti per ottenere i soldi necessari. Il minore, che vive in solitudine questa tragedia, si sentirà autorizzato a compiere furti prima in famiglia, poi a scuola e nei confronti dei suoi coetanei; ricorrendo anche a forme di spaccio di sostanze stupefacenti. Talvolta, per uscire da questa situazione, si ricorre al suicidio perché apparentemente non esiste via d’uscita. Questo triste fenomeno ha come sua motivazione principale l’egoismo, si nutre di solitudine e disgregazione sociale, si rafforza con il disinteresse dei genitori e prolifera con il falso mito delle vittorie facili ottenute senza lavorare e senza alcuno sforzo.

Contrariamente i tradizionali, ma sempre attuali, giochi degli scacchi e della dama, orientano il minore e il praticante di qualsiasi età a princìpi e obiettivi radicalmente opposti. Come sintetizzato dalla Written Declaration 50/2011 della Comunità Europea, approvata nel 2012 dal Parlamento europeo, per il gioco degli scacchi (e per la dama):

  • considerando che il trattato sul funzionamento dell’Unione europea prevede all’art. 6 lo sport tra i settori in cui “L’Unione ha competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l’azione degli Stati membri”;
  • considerando che il gioco degli scacchi è accessibile ai ragazzi di ogni gruppo sociale, può contribuire alla coesione sociale e a conseguire obiettivi strategici quali l’integrazione sociale, la lotta contro la discriminazione, la riduzione del tasso di criminalità e persino la lotta contro diverse dipendenze;
  • considerando che, indipendentemente dall’età dei ragazzi, il gioco degli scacchi può migliorarne la concentrazione, la pazienza e la perseveranza e può svilupparne il senso di creatività, l’intuito e la memoria oltre alle capacità analitiche e decisionali;

“invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare l’introduzione del programma “Scacchi a scuola” nei sistemi d’istruzione degli Stati membri.”

Quindi, In un’ottica di prevenzione alla ludopatia come fenomeno di grave disagio individuale e sociale, che si sviluppa in situazioni di isolamento e scarsa attitudine alla riflessione, gli scacchi e la dama si propongono come facili forme di aggregazione sociale, accessibili veramente a tutti, e caratterizzate da concetti quali lealtà, correttezza, regole, creatività, intuizione, socializzazione, empatia emotiva e risoluzione dei problemi. Da non sottovalutare poi la fisicità di questi due attività ludiche; attraverso la percezione fisica dei pezzi di legno reali, il minore si allontana dallo schermo, disintossicandosi dalla dipendenza, ormai generalizzata, verso le immagini provenienti dai computer, dai vari Iphone, Ipad e dalla televisione.

Da ultimo è fondamentale sottolineare il lato agonistico dei due giochi. Praticare gli scacchi e la dama, anche in modo agonistico, favorisce la messa in circolo nel corpo di quella sana adrenalina che caratterizza ogni competizione leale, la stessa adrenalina che, nel caso del gioco d’azzardo, porta alla dipendenza. Ecco il senso ultimo del progetto e del suo nome “Gioco scaccia Gioco”. Non si scaccia un demone potente come il gioco d’azzardo con una mera attività ludica e ricreativa. È necessario instillare il senso della competizione, della voglia di vincere, però nel rispetto delle regole e della legalità, concentrazione e talento personale. Se ciò è valido anche in un’ottica di lotta contro dipendenze in atto, a maggior ragione lo è nell’ottica della prevenzione di esse.

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